Quando ho deciso che sarei diventata un’artista

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  • Settembre 1, 2023

“Ciò che è destinato a te troverà il modo di raggiungerti” cit. H. B.

Una frase che mi appartiene da sempre o, meglio, da quando ho realizzato che forse non stavo vivendo la mia vita nel modo giusto. Mi mancava qualcosa … eppure avevo intrapreso una bella carriera da avvocato ormai da dieci anni in una delle città più inflazionate del settore.

Mi trovavo a Milano, nella nota Piazza San Babila. Mi viene proposto, quasi per gioco, di partecipare ad una collettiva d’arte contemporanea.

Dico per gioco, perché fino ad allora non mi aveva mai sfiorato l’idea, anzi! Provavo tanto timore al solo pensiero di poter mettere in mostra qualcosa di “mio”.

Che poi di mio c’era anche ben poco. Non riuscivo mai a trovare il tempo (o forse non volevo trovarlo) per disegnare o dipingere. Non ci credevo davvero. E quando ci riuscivo, tenevo nascosti i miei disegni in una carpetta riposta tra i libri di diritto.

Ma quel giorno, mi ha sopraffatta una forte emozione. Nel giro di pochi istanti ho immaginato come sarebbe stato trovarsi sotto i riflettori e, non so ancora come, ho accettato la sfida.

Non avevo nulla di pronto. Nessuna opera da poter presentare alla mostra e i giorni a disposizione erano molto pochi.

Tornavo da lavoro la sera e provavo a fare degli schizzi, ma non mi convinceva nulla di ciò che disegnavo. Ero bloccata. Soltanto qualche anno dopo mi fu chiaro che all’epoca ciò che mancava era una vera identità da artista, perché non lo ero mai stata!

Eppure, qualche giorno dopo, prendo la matita, mi metto davanti ad una tela 50×70 e inizio a disegnare. La mano era come se si muovesse da sola e in pochi minuti emerge il volto di una donna dalla folta chioma e con gli occhi chiusi. Anzi! Uno sguardo quasi del tutto mascherato.

Era “Seduzione” ma io non lo sapevo ancora!

Molti mi conoscono per le opere che realizzo oggi, ma in pochi sanno che fin da piccolina (ho un vago ricordo del periodo dell’asilo!) adoravo disegnare i volti. Disegnavo sempre il viso di una bimba, che immaginavo come un cerchio perfetto. Qualche anno dopo avevo riempito la cameretta di disegni su topolino, quello dei fumetti che papà mi comprava in serie. Li avevo tutti, ma credo di non averli mai letti 🙂

Ma ritorniamo al momento della mostra … 14 Aprile 2016. Un inaspettato successo. “Seduzione” ne è stata senza dubbio protagonista, tanto da dar vita, di lì a poco, alla collezione “Anima”, una raccolta di 6 sole opere, tutte raffiguranti il volto di una donna che non rivela mai il proprio sguardo, tranne che nell’ultima, “Risveglio”.

Con tanto orgoglio, il 24 Giugno 2016 organizzo il mio primo vernissage personale. Opera di apertura “Seduzione”, accompagnata da altri due pezzi della collezione “Anima”, ma anche dai primi lavori astratti, uno dei quali, con mio estremo stupore, verrà anche venduto la stessa sera!

Ero emozionatissima!

Dopo questa piccola perentesi “artistica”, si sono succeduti diversi eventi, che hanno letteralmente stravolto per sempre la mia vita. Alcuni belli, meravigliosi, altri un pò meno, ma ho capito che tutto accade sempre per una ragione. E’ merito solo della nostra sensibilità raccoglierne il significato più autentico.

Ciò che probabilmente la vita voleva dirmi era di essere me stessa sempre, di non avere paura di rincorrere sogni e desideri, perchè altrimenti sarebbe come non vivere, no?

Trascorrono ben 4 anni, durante i quali, lascio la mia vita “sicura” di avvocato per una grande azienda per inseguire la persona che di lì ad un anno diventerà mio marito, e per di più in un’altra città. Perdo la mia cara mamma per una brutta malattia. Una donna fortissima … la più forte che io abbia mai conosciuto … sempre sorridente e disponibile, che mi ha sostenuto tantissimo in tutti i percorsi della mia vita, che mi ha sempre “lasciato fare” e creduto nelle mie capacità. La mia prima e più grande fan di ciò che oggi sono diventata … cosa darei per farle vedere dove sono arrivata!

E poi arriva il mio piccolo “pupetto”, il mio piccolo Leonardo o Leoncino, come mi piace chiamarlo. Devo a lui la forza di aver scelto questa nuova strada. Niente mi ha mai veramente appartenuto come dipingere, creare.

Ciò che fino ad allora era rimasto un semplice accenno, nel 2020, in pieno lockdown per la grave pandemia da COVID-19 appena scoppiata, diventerà sempre più pregnante, al punto da trasformare tutto in una professione vera e propria.

Tanto tempo a disposizione e tanta voglia di fare mi hanno portato a realizzare una vera e propria collezione di opere astratte su commissione. Qualsiasi parte d’Italia mi contattava per avere una mia opera.

A dir poco sorprendente, perché non avevo mai davvero considerato l’idea che un giorno avrei venduto la mia arte, contribuendo così a creare ambienti nuovi, che avessero la mia impronta.

La mia arte piaceva, piaceva tanto e di questo ero fiera e grata.

Dipingere per me non è solo una passione. É la mia vita. La mia essenza. Il mio rifugio. Possedere tutto questo è una grande fortuna. Averne cura è un dovere.

Non credo smetterò mai di essere un’”artista”!

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